AdessoBanca! a Mestre, Il Gazzettino, pochi addetti per gli Npl ex venete

“In Veneto 106mila azionisti delle ex Popolari sono stati azzerati. Ma la tempesta del crac delle banche venete non è finito”. Inizia così l’articolo dal titolo “Cisl e le banche venete. Pochi addetti, crediti inesigibili” pubblicato oggi dal “Gazzettino”.  Ad alimentare il dibattito, in una regione provata dalle profonde crisi bancarie di Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca, la presentazione di AdessoBanca!, “il manifesto per la tutela del risparmio e del lavoro” elaborato dalla Cisl e da First Cisl presentato a Mestre. “Oggi in Veneto – ha dichiarato il segretario generale di First Cisl – c’è anche un grosso problema nella gestione dei crediti deteriorati non solo delle popolari ma anche delle Bcc. Si rischia una pesante restrizione del credito, affidamenti tagliati, manovre che potrebbero mettere a rischio tra le 30 e le 40 mila imprese e privati. Non si possono dare in gestione questi crediti a delle società non bancarie che potrebbero chiedere il rientro frettoloso dei prestiti o, peggio, fare pressioni improprie”.

Concetto chiaro e forte espresso alla presenza del sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta e del segretario della Cisl del Veneto Onofrio Rota. Il timore è connesso al rischio usura che la dissennata gestione dei crediti deteriorati potrebbe alimentare. “Intesa ha destinato 120 addetti delle ex banche venete che andranno nelle sedi della sga in Veneto per la gestione dei crediti deteriorati – ha proseguito Giulio Romani -. Sono troppo pochi: ne servirebbero migliaia per affrontare 30-40mila pratiche. Abbiamo già perso 6 mesi e ora rischiamo di perderne molti altri”. L’occasione fornita da AdessoBanca! é stata troppo ghiotta per invitare la politica a dare una decisa sterzata e spingere le banche tradizionali a cambiare rotta. “Anche Intesa intende far gestire i suoi crediti deteriorati da società esterne e questa è una mossa molto pericolosa”. Un altro pericolo si profila all’orizzonte, evidenzia “Il Gazzettino: “tra breve avremo gli aqr (asset quality review) delle Bcc, molto presenti in Veneto – avverte Romani -. A livello nazionale hanno 15 miliardi di crediti deteriorati nei bilanci a fronte di 21 miliardi di lordo, una svalutazione ancora bassa. Questo potrebbe portare a un problema di patrimonio. È probabile che si cerchi anche qui la vendita sul mercato e questo a danno di artigiani, commercianti, famiglie che potrebbero venire accompagnati a fare stralcio del loro debito con altre forme di indebitamento molto più costose e tassi del 20%”.

Giulio Romani ha poi rilanciato l’idea di perseguire il reato di disastro bancario e di creare una super procura vocata a punire i reati finanziari. Tema sensibile in una regione che ha visto perdere quote consistenti di risparmio accumulati in anni di lavoro e di sudore. “Gli azionisti veneti azzerati a causa del disastro della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca sono stati 106.434. Addirittura, in provincia di Vicenza ad essere depauperato è stato 1’11,1% delle famiglie residenti, a Treviso il 9,7%. È evidente che chi ha sbagliato deve pagare”.

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