L’ad di Intesa Sanpaolo agli ex banche venete: «Insieme faremo grandi cose»

L’auspicio nel corso della conference call per la presentazione della semestrale che chiude in utile a 1,7 miliardi di euro. Carlo Messina: «In assenza del nostro intervento, le conseguenze di un fallimento dei due istituti avrebbero investito anche l’intera economia del Paese»

01 Agosto, 2017

MILANO – Intesa Sanpaolo prevede di completare il rebranding completo delle filiali della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, insieme all’accorpamento di circa 600 filiali, entro il primo semestre 2019.

Entro il primo trimestre 2018 è previsto il completamento del processo di migrazione del sistema It.

È intanto già avvenuto, il 27 luglio, il primo incontro con i responsabili di filiale delle banche venete.

«Vi accolgo con amicizia nel nostro gruppo. Aiutatemi a rendere questa banca ancora più forte, anche con la vostra voglia di riscatto. Credo che insieme faremo grandi cose per il Paes».

Così l’a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha salutato gli ex dipendenti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, entrati in Intesa, passando per un momento all’italiano nel corso della conference call (in inglese) sui conti del primo semestre.

«Voglio dare il benvenuto alla gente delle due Banche Venete che stanno entrando nel gruppo e sono fiducioso che insieme raggiungeremo ulteriori successi in futuro», ha aggiunto.

Messina ha sottolineato che l’acquisizione degli asset delle banche venete ha «un solido razionale industriale e strategico».

L’operazione, ha spiegato, consente a Intesa Sanpaolo di rafforzare il proprio posizionamento e di «diventare il principale player di mercato in una delle zone più ricche del Paese.».

L’istituto punta inoltre a creare valore nelle due ex banche venete applicando le best-practice del gruppo Intesa Sanpaolo.

Nel solo secondo trimestre l’utile contabile è di 4,3 miliardi ed è pari a 837 milioni senza considerare il contributo per le Venete (1,7 miliardi nel semestre), in calo del 7,1% rispetto ai 912 milioni dello stesso periodo del 2016.

Gli analisti si aspettavano un utile trimestrale di circa 650 milioni.

Tornando al semestre, i proventi operativi si sono attestati a 8,6 miliardi (-1%), con interessi netti a 3,6 miliardi (-1,8%) e commissioni nette a 3,8 miliardi (+5,8%).

Stabili a 4,2 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income salito al 49,2%.

Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 pro forma a regime è al 13%, tenendo conto di 1,6 miliardi di dividendi maturati nel primo semestre.

Ad oggi delle grandi cose annunciate dal A.D di Intesa nessuna e’ stata fatta se non distruggere lentamente azionisti,imprese ma soprattutto persone-Dott.Messina bisogna essere leali e sinceri con le persone che hanno subito e stanno subendo queste ingiustizie che non hanno precedenti. Vorrei farle una domanda e spero che mi risponderà :

Il famoso 1 Euro passato alla storia e’ stato pagato davanti al Notaio Marchetti con assegno circolare o in contanti?

Grazie per la risposta nel caso in cui la fornirà – DUBITO!